Dalla Tv in bianco/nero all’oled 8K

In questo articolo affronteremo un lungo percorso: dalle primissimi televisioni all’oled 8k dei dispositivi presentati qualche giorno fa. Buona lettura!

Una piccola introduzione

L’inventore scozzese John Logie Baird, nel 1925 nella città di Londra, realizzò per la prima volta un immagine televisiva rappresentante un gatto.

Trattasi chiaramente di una tv di natura prettamente meccanica che usufruiva di un disco rotante forato per il processo di scansione dell’immagine, in una serie di righe che si succedevano. Nello stesso periodo, in America, Vladimir K. Zworykin, idealizzò un sistema televisivo interamente elettronico, il cui cuore era rappresentato dall’iconoscopio, derivato dalle valvole termoioniche utilizzate nelle radio.

Il lancio della tv nei vari paesi industrializzati fu bloccato dallo scoppio del secondo conflitto bellico mondiale, poiché le industrie dei paesi interessati, producevano per l’esercito e, di certo, vennero a mancare tutte quelle condizioni di natura sociale e psicologica per lo sviluppo di tecnologie destinate alla sfera dello svago e del benessere.

La TV dopo la guerra

Dopo la guerra, invece, la Tv si diffuse in condizioni di grande prosperità e ricerca del benessere. In molti Paesi, fra cui l’Italia, la Tv arrivò anche dove la radio non era mai arrivata. L’espansione fu rapida: in America i televisori erano 3 milioni nel 1950, 27 milioni nel 1953 e 57 milioni nel 1961. Nel 1968 quasi ogni famiglia americana aveva almeno un televisore.

Nel 1960 la Tv era già arrivata in 56 paesi: 24 in Europa, fra cui l’Italia, 3 in America del Nord, 9 in America Centrale, 7 in America del Sud, 10 in Asia, 1 in Oceania e 2 in Africa. Ben 19 paesi europei introdussero la t. tra il 1954 e il 1956. Prima del 1965, gran parte degli Stati europei disponeva anche di un secondo canale. Nel 1970 i paesi con la Tv erano 104: tutta l’Europa, l’Oceania e le tre Americhe, quasi tutta l’Asia e più di metà dell’Africa. I televisori erano allora 298 milioni in tutto il mondo. Nei Paesi sviluppati, intanto, si diffondeva la Tv a colori.

Nel decennio successivo la copertura del pianeta è quasi completa; gli apparecchi raggiungono i 561 milioni; il numero dei canali si moltiplica.

Le televisioni a colori in Italia

L’Italia arriverà con grave ritardo alla Tv a colori, nel 1977: una scelta motivata da ragioni di opportunità economica (la Fiat temeva che l’acquisto dei televisori a colori avrebbe compromesso il successo di un suo nuovo modello).

Tale ritardo causò un gravissimo danno economico all’industria nazionale dell’elettronica di consumo, danno che, successivamente, con l’avvento dei videoregistratori e dell’utilizzo dei satelliti per la diffusione dei canali televisivi, si ridusse notevolmente, fino ad arrivare ai giorni nostri, in cui, le grandi società della Pay-Tv (si paga solo ciò che si consuma) sono diventati dei colossi, fornendo programmi gratuiti e altri a pagamento.

Con l’avvento di internet, e soprattutto con lo sviluppo della cosi detta banda larga, sono stati idealizzati dei box, ossia dei decoder, a mezzo dei quali si possono vedere tutti i canali televisivi, ad un costo bassissimo. Puoi leggere qui un approfondimento sui migliori Tv Box.

Conclusione finale

Questa modalità di vedere la “nuova Tv”, non del tutto legale, è molto utilizzata dagli amanti dello sport, con particolare riferimento agli appassionati di calcio, che possono tranquillamente e comodamente guardare, seduti sul divano di casa, la partita della propria squadra del cuore, senza dover affrontare la spesa per l’acquisto dell’abbonamento annuale proposto dal gestore della pay-tv.