Investimento in diamanti: Istruzioni per l’uso

Vediamo chi può investire in diamanti e come fare

Le bolle finanziarie che si sono succedute nell’arco degli ultimi dieci anni hanno prodotto, tra i tanti danni, anche la sfiducia da parte dei piccoli risparmiatori verso il mondo degli investimenti. Troppa la paura di perdere capitali spesso frutto dei risparmi e sacrifici di una vita, magari dopo aver già perduto qualcosa tra azioni, azioni e altre forme di investimento. Questo fattore ha però aperto delle nuove strade che non sono quasi mai state considerate da piccoli risparmiatori, come quella di investire in pietre preziose. Parliamo di gemme che sin dall’antichità erano considerate come emblema di ricchezza e potere per via della difficile loro estrazione. Ma chi può investire in diamanti e come poterlo fare?
E’ bene sapere una cosa fondamentale: si parla di investimento a lungo termine perché difficilmente un diamante offre un significativo guadagno nel breve-medio periodo. Praticamente chi si indirizza verso questo tipo di investimento deve mettere in conto di tenere la pietra almeno cinque o dieci anni per vedere materializzato un certo guadagno.
Tutti possono decidersi per questo tipo di investimento dal momento che si tratta di un bene al portatore addirittura non soggetto ad alcuna tassazione dalla legge italiana.
Il mondo delle gemme annovera anche smeraldi e rubini ma, indubbiamente, sono i diamanti ad essere i più richiesti per questo scopo.
E’ indispensabile il fatto che il diamante sia accompagnato dal suo certificato gemmologico che stabilisce le specifiche sue caratteristiche a partire dal peso, dal colore, dal taglio e dalla purezza che lo contraddistinguono e che ne stabiliscano il valore.
Gli esperti in investimenti suggeriscono che un risparmiatore debba, per diversificare gli stessi, debba dedicare ai diamanti circa il 15% del suo patrimonio.

Come scegliere in modo oculato

Chi ha deciso per un investimento in diamanti  deve avere ben presente che questo deve essere effettuato con estrema attenzione, eliminando il concetto di acquistare queste gemme presso un qualsiasi gioielliere. E’ bene rivolgersi a società specializzate nella compravendita di diamanti da investimento, dove è possibile determinare il tipo di budget da destinare per l’acquisto e per avere tutte le garanzie del caso.
Abbiamo già precisato che i diamanti sono classificati in base al loro colore, alla purezza, al taglio e infine al peso espresso in carati. Meno rilevante ma tuttavia indicativo c’è anche un altro valore rappresentato dalla fluorescenza della gemma.
Il consiglio degli esperti è quello di orientarsi verso pietre ovviamente certificate, che presentino carature tra 0,5 e 1,5/2 carati che siano classificate con colori dal D ad H, da una purezza da IF a VS e da un taglio minimo definito ‘Very good’ a salire.
Il listino di riferimento è quello emesso dalla borsa di New York che è il Rapaport anche se è bene sapere che, a differenza dell’oro e di altri metalli preziosi, non esiste un prezzo ufficiale.

Andamenti e fluttuazioni di mercato

Il valore dei diamanti è sostanzialmente in crescita e questo viene monitorato dalla DTC, la Diamond Trade Company che svolge il ruolo del moderatore del mercato internazionale.
Investire in diamanti è una opportunità che anche le banche offrono come bene rifugio, proponendosi sia come acquirenti che come depositari dello stesso bene. E’ bene considerare però che gli istituti bancari richiedono alte commissioni sia per l’acquisto che per la vendita, oltre ad elevate spese di gestione il che vanifica l’eventuale guadagno di un investimento a lungo termine che andrebbe quasi tutto totalmente a favore della banca.